L’unica cosa che conta

Oggi mia madre mi ha taggata in questo post su faccialibro. Inutile dire che le lacrime le ho trattenute a stento e che il magone è ancora qui a farmi compagnia. Quanto è crudele la vita che ti allontana dalle persone che ami. Quanto è spietata che ti fa avere già da molto prima il gusto amaro in bocca di quello che sarà. E non ci si abitua a questo. Nonostante il mondo funzioni così. 

Grazie mamma, grazie di essere qui e di essere come sei. Ti amo! 

Un giorno, all’improvvisomentre ti starai pettinando, in silenzio

o mentre ti infilerai una calza

ti verrà in mente un mio gesto

e ti ritroverai a sorridere pensandomi
Un giorno, all’improvviso

pedalando veloce sotto le prime gocce

di una calda pioggia di settembre

sentirai un odore arrivarti al naso

e risvegliare un ricordo di mestoli e tegami

e mi vedrai davanti al fuoco, per un attimo
Un giorno, all’improvviso

farai qualcosa che facevo anch’io

proprio allo stesso modo in cui la facevo io

e te ne meraviglierai moltissimo

perché non avresti mai pensato

di potermi somigliare così tanto
Un giorno, all’improvviso

ti guarderai il dorso delle mani

e con il pollice e l’indice

ti pizzicherai la pelle , sollevandola

e conterai il tempo che impiega a stendersi

pensando a quando lo facevi alle mie mani
Un giorno, all’improvviso

ti ritroverai stanca ,ad abbracciare un figlio

mi chiederai scusa per le volte che ho pianto

sapendo già che ti son state tutte perdonate

E ti mancherò da fare male
Ma sarò con te in ogni gesto

o nel muoversi delle foglie

nel frusciare di un gatto nel giardino

o nelle orme di un pettirosso sulla neve

come solo l’eterna presenza di una madre lo può.
Carolina Turroni

Dentro al presepe vivente

Ore 18. Era già buio e i vicoli erano illuminati solo dalle fiaccole. Eravamo fuori all’aperto, nella piazzetta del paese. Tutti in fila indiana a fare il percorso del presepe. 4 casette di legno erano le botteghe dell’epoca. Lì si faceva la farina col mortaio, la lana, i vasi di coccio. In un altro c’era la natività con gli angeli e il coro. 

Mia figlia, con un saio rosa addosso, lavorava la creta con formine di pietra, come facevano allora e come fanno ancora oggi. Emozionata e fiera era lì che si impegnava, mani sporche e visino luminoso di gioia! 

Accanto alla piazza il castello. E girandogli attorno tra le viette del castello avevano ricreato l’anno 0. 

Nelle varie porticine di legno antico, quasi cadenti, il maestro banchettava con i bimbi, chi serviv i tavoli, chi versava il vino, alcune mamme con i propri bimbi impastavano il pane, un nonno batteva il ferro e il vecchietto volontario che fa attraversare i bimbi all’uscita ogni giorno segava il legno. Poi c’era la saletta del censimento, con penne d’oca e calamaio. Erode con le guardie, seduti aulle scale a banchettare, corone d’alloro e abiti fregiati d’oro pietre preziose, le bimbe più grandi che lavavano le pezze alla fontana… E in un angolo le brandine dei bimbi poveri che dormivano al freddo, a scaldarsi le manine col fuoco delle fiaccole. 

Badili con il fuoco poco più in là e poi recintini di pallet con dentro pecore, conigli e galline! 

Girare per la piazza e vedere genitori, bimbi, maestri, fratelli maggiori tutti in costume era come trovarsi dentro un film. 

Alla fine tutti insieme sotto l’albero maestoso e la stella cometa illuminata, a cantare canzoni di Natale. 
Ed io che sono sempre più felice di farle crescere qui. 
Questa era la location, 

per rendere meglio l’idea! 
http://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-casalina-deruta-pg/

La terra trema… E non solo lei! 

Finalmente riesco a metabolizzare e a scrivere qualcosa. Vi racconto la mia esperienza. Una goccia in un mare di storie simili. Tante peggiori di questa purtroppo perchè quando la terra trema non da tempo di rendersene conto… Ma stavolta forse è stato un pó diverso!

Non so se avete fatto caso che l’epicentro del terremoto è a 50 km in linea d’aria da casa mia.

Quello di Amatrice lo abbiamo scampato perchè eravamo al mare. Questo no. Le tre scosse più forti accadute fino ad ora le abbiamo vissute tutte.

Durante la prima ero in cucina a fare i compiti di matematica con Ale, il pappagallo ha iniziato a sbattere le ali e la porta della cantina ha tremato a lungo. Non ho lampadari in cucina e non mi sono resa conto che fosse proprio una scossa di terremoto finchè 2 minuti dopo Fabrizio rientrando dal giardino non mi ha chisto se l’avessi sentita. A quel punto ho collegato che la porta poco prima aveva tremato a causa del terremoto e non perchè il papagallo poco distante avesse iniziato a sgranchirsi le ali senza un apparente motivo.

Ci siamo allarmati ma abbiamo pensato di cenare e poi portare le bimbe da mia mamma che ha casa decisamente più nuova e verosimilmente più sicura della nostra.

La seconda scossa non ha tardato ad arrivare, le piccole hanno iniziato a strillare e piangere e siamo usciti di corsa. Le ho portate da mamma e sono stata con loro per tranquillizzarle un pó. Lì lo spazio è minimo e per non dormire sul divano, complice anche la temperatura ancora mite, io e Fabrizio abbiamo deciso di non dormire neanche a casa nostra ma di passare la notte in macchina.

La prima notte di 2. Perchè analizzando le crepe in casa la mattina successiva non ce la siamo sentita di rientrarci.

Le scosse hanno iniziato a diminuire di intensità, non certo di numero, e la terza sera la voglia di normalità ci ha spinti a tornare all’ovile. Abbiamo dormito di nuovo nei nostri letti per 2 notti consecutive, le scuole hanno riaperto i battenti, e tutto sembreva in ripresa, anche i nostri umori.

Due notti di stallo.

Poi siamo scappati a Roma perchè la terza scossa ha messo a dura prova noi, le bimbe che erano molto impaurite e soprattutto la nostra casa.

Io ero nel letto alle 7.40 di domenica 30 ottobre. Mi ero addormentata dopo aver visto il passaggio dell’ora solare sullo schermo del mio cellulare. Le notizie e gli approfondimenti del terremoto mi avevano tenuta sveglia fino a notte fonda. Alle 7 mi sono alzata per andare in bagno e alle 7.40, già ricaduta in un sonno profondo, mi sono svegliata ballando nel letto. Qualche istante per prendere coscienza di cosa stesse succedendo, le ante dell’armadio che vibravano, fabrizio mi chiamava dal bagno, sono saltata in piedi e uscita nel corridoio. Ho chiamato le bimbe a voce alta e fortunatamente sono corse da me. Ad abbracciarmi. I volti terrorizzati mentre tutto tremava sotto i nostri piedi ed intorno a noi. Siamo rimaste abbracciate sotto alla porta aspettando che finisse. Non abbiamo preso le scale perchè ci hanno raccomandato di non farlo durante le scosse. Le guardavo dalla porta sperando di non vederle cadere.

Quando dopo 45 interminabili secondi abbiamo smesso di tremare Fabrizio è uscito dal bagno tremante ed impaurito. Io pensavo solo a raccimolare qualche vestito per non uscire in pigiama tentando di mantenere il controllo per poi fuggire da li dentro. Lui non si sentiva bene e non reagiva. Continuava a tremare appoggiato alla porta della camera. Continuava a ripetere che non ce la faceva. Ed io volevo solo scappare. Ho preso il necessario e ho portato giù le bimbe in giardino. Noemi in braccio per far prima. Lui si è fatto forza si è vstito e ci ha raggiunte. Siamo rimasti fuori quasi tutta la mattina. Abbiamo rassicurato chi ci ha cercato per paura che fosse successo qualcosa, il cellulare continuava a suonare e ad inviarci notifiche, e abbiamo cercato di distrarre le bambine. Nel frattempo riflettevamo sul da farsi e sulla necessità di uscire di andare via di lì.

In casa il televisore del salone acceso sul tg ci aggornava delle varie scosse di assestamento e dei danni nei pressi dell’epicentro.

[Per fortuna non ci sono state vittime ma tanti paesi sono distrutti. E il mio pensiero va costantemente a loro].

Io nel frattempo entravo e uscivo per fare le valigie e organizzarmi per lasciare quella casa prima possibile.

Crepata. Pericolante. Non più sicura. Non più CASA.

Abbiamo deciso di scendere un pó a Roma anche se il terremoto è arrivato anche qui.

Anche la Città Eterna ha tremato.

Ma la distanza dall’epicentro è maggiore. Casa di mio padre più sicura. Abbiamo finalmente potuto dormire sonni tranquilli.

Le scuole sono chiuse in tutta l’Umbria ormai da una settimana. Lunedì se tutto va bene le riapriranno.

Noi saremo costretti a rientrare, a far fare i sopralluoghi a casa da chi di dovere, a fare i conti con quello che ci diranno e a riorganizzare le nostre vite di conseguenza.
Non so cosa ci aspetterà. Ma le crepe che si sono formate non fanno pensare a niente di buono. Probabolmente sarà di nuovo tempo di traslochi, verso dove solo Dio lo sa.

…..Se così non fosse e la casa non risulti pericolosa rinomineró questo blog da “diario di una vita complicata a “diario di una vita …fortunata!”

Ma se tanto mi da tanto, in base a quello che è successo fino ad oggi e che continua ad accadere,  a queste pagine non avrei potuto scegliere nome più azzeccato!!!

Si accettano scommesse!

Ancora tu… Ma non dovevamo vederci più?

Sono al limite della sopportazione. Sei tornato di nuovo. 

Non ti abbiamo chiamato, cercato, voluto… Non sei il benvenuto e non sei nessuno! 

Sapevamo che potevi arrivare anche qui a fare capolino e prepotentemente ti sei accaparrato il diritto di fare come ti pare! 

Non vincerai. 

Sappilo. 

Stai lontano dalle persone che amo. 

Le mie due migliori amiche oltre ad essere una mia cugina e l’altramia nipote, poi mia madre e mia sorella. 

Non hai scampo. 

Fottiti. 

Pillole dall’altro blog 

Posso separare i blog ma non la mia vita e le mie sensazioni. E questo post ha ragione di esistere anche di qua! 😉

https://creativandobb.wordpress.com

Sembra cosa da poco… Ma non lo è affatto! 

Forse saró io che non ho ancora trovato il modo perfetto per ogni passaggio.
Forse saró io che sono troppo pignola sui particolari, le sfumature, i dettagli. 
Forse saró io che se non vedo il lavoro finito come lo vorrei non mi do pace. 
Sicuramente dipende da me che ogni volta che mi butto in un nuovo progetto non mi arrendo finchè non è nelle mie mani, fresco di stampa, tutto da scoprire pagina dopo pagina nato dai miei dubbi e le mie certezze, nato da questo e quell’altro ragionamento, nato da sbagli e mille correzioni. Nato da una richiesta di qualcuno che io ho interpretato, fatta mia, rielaborata e partorita. 
Ogni volta che un progetto mi passa frugacemente tra le mani, dopo la stampa e prima della consegna, sento un turbinio di emozioni che mi appagano. Un misto di stupore, soddisfazione, piacere. Ma anche dispiacere che quel pacco debba essere spedito, consegnato tra le mani di qualcuno che in fondo non so cosa se ne farà. 
I miei lavori peró sono destinati ad essere una compagnia per chi li avrà, saranno a volte confidenti, a volte spalle su cui piangere, a volte solo un passatempo a volte amore a prima vista, sapranno consolare, ricordare, conservare, insegnare, saranno qualcosa di importante almeno per un pó. 
È un hobby ma mi rende felice! 
Grazie a chi lo rende possibile dandomi fiducia e consegnando le proprie idee nelle mie mani! 

Ciao nanetti… Buona vita! 

Finalmente i due piccoli di casa hanno un nome e una famiglia in cui crescere felici… Artù e Pedro hanno preso il largo, lasciato la mamma e trovato un’altra mamma a 2 zampe che li accudirà e li aiuterà a crescere! Già mi mancano tantissimo ma so che sono in buone mani! 

Artù con quel suo musetto marrone evtanto tanto giocherellone andrà a vivere in campagna dove c’è già un fratellone peloso, una sorellona umana e un papà e una mamma che già lo amano alla follia! 

Pedro invece sarà un buon cane da appartamento con due padroni simpaticissimi e giramondo e un fratello nanetto seienne che già stravede per lui! 

Non potevamo trovare di meglio… 
Questa mattina peró abbiamo lasciato gli ultimi 2 gattini della cucciolata ad un negozio che si occupa delle adozioni gratuite dei micetti. Bianca e blackandwhite sono in un box in attesa di qualcuno che gli voglia bene… Speriamo di aver fatto la scelta giusta! 


Buona vita piccoli tesori! 

❤️

Continuiamo a crescere… Rimanendo bambini! 


C’è una news. 

È da circa un annetto che passo il mio tempo a creare agende.

Mi piace molto ma ve lo racconto in un altro post. 

Ho aperto una pagina fb, un account instagram, un sitarello e un mini blog.

Qui vi copio un post del blog creativo….  Spero vi incuriosisca e mi verrete a trovare! 

Creativandobb.wordpress.com

mi è scattata la molla del diario scolastico! Mia figlia è in quarta elementare e ogni anno è una lotta per scegliere questo o quell’altro personaggio che la soddisfi…. Ed esigente com’è non riesce mai a decidersi. Per non spendere una fortuna ripieghiamo sempre su quello che alla fine si trova in offerta. E sono sempre almeno 10 euro. E non si sa come mai (o forse si, io lo so bene) i diari non arrivano mai intatti alla fine dell’anno… Perdono i pezzi e hanno quellwe odiose crocette da mettere per segnare il giorno… Puntualmente si sbaglia e si cambia penna per correggere!!!Quest’anno cavoli…, l’ho preparati in tutte le salse per diverse clienti e non lo preparo per mia figlia???? Ebbene si, mi ci sto impegnando da matti e sta venendo molto carino… Tema principesse alternative… Per chi non le conoscesse sono quelle tutte tatuate e con i capelli punk… Che amarezza!!!! 😋 Le sto inserendo anche diverse cosucce interessanti al posto delle domeniche che abitualmentecrimangono sempre in bianco e tristissime!!! Copertina a colori, interni in b/n chic… (Come dico io) formato A5 e rilegatura a sistema arc espandibili dell’happy planner azzurri trasparenti ovviamente forati a forma di cuore 💙💙 Appena avró una bozza decente finita ve la pubblico! Intanto posto la copertina… Prezzo finito personalizzato e rilegato circa 15 euro. Vi so dire meglio a fine lavoro!

P.s. Si è aggregata anche l’amichetta del cuore, saremo anche in 1 media con un altro soggetto strano che non conosco…. 2 ragazzi youtuber di cui presto dovró documentarmi…. Help! 

Voci precedenti più vecchie

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